Il progetto con una planimetria molto semplice (che si adatta perfettamente all’area rettangolare) contiene al suo interno: un mercato specializzato nella vendita di prodotti locali e un hotel di 15 camere.
Alla semplicità della pianta tipica dell’architettura giapponese, si unisce la cura dei dettagli che definisce il raffinato fronte su strada e il bosco secco, all’interno dell’edificio.

La piccola città di Yusuhara, si trova lungo un antico percorso di collegamento nella verde isola di Shikoku. Questo percorso è servito da punti di sosta chiamati ‘Chad Do’, un tempo usati dai soldati, oggi sono sosta dei viaggiatori dove possono trovare salotti culturali dove poter bere, con gli altri viandanti una tazza di tè.

Kengo Kuma, maestro nell’inserire le proprie architetture nel contesto in cui si colloca, anche questa volta si concentra su un attenta ricerca del paesaggio e dei materiali locali, aggiungendo valore al concetto di ‘contesto’.
Particolari ‘balle di fieno’ rivestono la facciata principale, disegnata lungo un’orditura longitudinale che lascia spazio solo alle aperture delle finestre.
Possiamo dire che si tratta di un espediente progettuale il cui potere di schermo protegge termicamente l’interno dell’edificio, convogliando il calore prodotto dal mercato nel grande atrio verso l’alto dove si affacciano le camere dell’hotel.
Così facendo l’aria calda sale riscaldando i piani alti d’inverno, mentre nei mesi caldi le aperture sul tetto permettono una naturale ventilazione all’intero edificio, questo sistema può essere definito come ‘climatizzatore naturale’.

La facciata continua attraverso moduli di balle di fieno, posizionate con le fibre in verticale in modo da permettere un naturale flusso delle acque piovane; il loro ancoraggio è garantito da pannelli incernierati a montanti di acciaio per permettere la rotazione degli elementi e una facile aerazione dall’esterno.

Tronchi di acero, presenti nei verdi boschi circostanti, sono usati come sostegni della copertura del grande atrio del mercato.
Disposti secondo una geometria apparentemente casuale, glia alberi rendono leggero e naturale lo spazio, simulando il bosco all’interno dell’edificio.
La parte superiore dell’edificio è adibita alle camere dell’hotel, sviluppato su due livelli, con ballatoi che si affacciano sul vuoto dell’atrio.

Come in altre opere di Kengo Kuma, l’edificio costruito è lo strumento tramite il quale l’individuo si relaziona con l’ambiente esterno, come una sorta di proseguimento dell’ambiente naturale all’interno dell’edificio.


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