I ryokan sono tradizionali locande giapponesi strutturate su 1, 2 o 3 piani, il cui stile è rimasto pressoché immutato nel tempo. Le uniche novità sono costituite dall’aria condizionata, dal telefono e dal televisore, per il resto tutto è come quattro secoli fa.

Si ritiene che le prime strutture risalgono all’epoca Edo (tra XVII e XIX secolo) ed erano (e alcuni sono ancora) situati sull’autostrada Tokaido che collegava la capitale di Edo (l’attuale Tokyo ) e il Palazzo Imperiale di Kyoto.
Alcuni ryokan erano molto semplici costituite da stanze extra nelle case dei ‘locandieri’ e destinate ai viaggiatori (samurai, commercianti e altri) che avevano bisogno di riposo prima di continuare il loro viaggio lungo l’autostrada, mentre altri erano più elaborati e servivano i ranghi più alti del governo. In ogni caso i proprietari hanno lavorato duramente per far sentire a proprio agio i loro ospiti, come accade ancora oggi.

Attualmente un ryokan mantiene ancora gli elementi tradizionali, cioè: pavimenti formati da stuoie di paglia chiamati tatami, pareti di carta di riso, bagno all’esterno della camera (che può essere di vario tipo), il giardino in cui si può trovare un padiglione dedicato alla cerimonia del tè, porte scorrevoli che danno su una loggia, rifiniture interne in legno di stile tradizionale, stanza spoglia, priva di mobili e letti ma dotata di tokonoma, nicchia di abbellimento in cui vengono esposte sculture, calligrafie o composizioni ikebana.
I letti tradizionali (futon), vengono sistemati dopo la cena, disponendo materassini, coperte e cuscini sui tatami.
Solitamente la colazione del mattino (asa gohan) e la cena vengono serviti nella camera che si occupa oppure in un’altra camera libera in modo da poter guardare il giardino da un’angolazione diversa.
Nei Royan si possono trovare sia onsen (bagno termale) che ofuro, il caldissimo bagno che si fa in vasche di legno di hinoki, cipresso giapponese.
L’aspetto estetico dell’insieme è curatissimo, così come il legame di armonia con l’ambiente naturale; infatti in qualsiasi posto si posi lo sguardo c’è uno scorcio apprezzabile, con particolare riguardo al giardino che fa spesso da sfondo scenografico ed è visibile dalle camere, dalla vasca dell’ofuro e in generale durante ogni spostamento.
Porzioni limitatissime di spazio, piccoli ritagli, ospitano giardini di modestissima dimensione ma perfetti nell’equilibrio formale.
Quando il ryokan sorge in una grande città, l’elemento naturale è incarnato da un piacevole giardini interno.

Ricapitolando una tipica camera per gli ospiti ryokan è costituita da:
– gli “agari-kamachi” (area dove gli ospiti si tolgono le scarpe)
-“Shoji” (porte scorrevoli di carta di riso) che separa gli agari-kamachi dalla stanza principale
– Pavimentazione opaca “tatami” (stuoia per pavimento in paglia)
– tavoli bassi in legno
-“Zabuton” (cuscini per sedersi)
– futon (trapunte per dormire)
– un “tokonoma” (un’alcova ornamentale incassata nel muro usata per posizionare vasi di fiori e pergamene appese)
– un “oshiire” (un armadio per trapunte da letto futon)
– un “engawa” (un salotto chiuso in vetro separato dalla stanza da un shoji)

Oggi ci sono molti diversi tipi di ryokan, che variano molto in termini di dimensioni, costi e stile.
Alcuni ryokan sono piccole strutture a conduzione familiare con poche camere, mentre altri sono grandi strutture tipo hotel con centinaia di stanze.
Di ryokan se ne trovano in tutto il paese, sopratutto in prossimità delle numerose località termali (che sono circa 150), in appartate zone turistiche circondate da spettacolari paesaggi di montagna o di mare.
Sono meno diffusi nelle grandi città a eccezione della tradizionale Kyoto.


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