Il Fushimi Inari Taisha è il principale santuario dedicato al kami Inari, divinità giapponese del riso, della fertilità, dell’agricoltura situato a Fushimi-ku, a Kyoto in Giappone; si trova alla base di una montagna chiamata anch’essa Inari, che è a 233 metri  dal livello del mare e che comprende diversi sentieri verso altri santuari minori.
Il santuario divenne oggetto del mecenatismo imperiale durante la prima parte del Periodo Heian. Nel 965 l’Imperatore Murakami decretò che i messaggeri portassero dei resoconti scritti degli eventi  importanti ai kami guardiani del Giappone. Questi heihaku si presentarono inizialmente a 16 santuari, tra cui anche il Fushimi Inari-taisha.

La struttura principale del santuario è stata edificata nel 1499 e dal 1871 al 1946,  il santuario di Inari è stato ufficialmente designato uno dei Kanpei-taisha, ciò significa che si trovava nel primo rango dei santuari.
Il Fushimi Inari si articola in una lunghissima serie di porte rosse shintoiste caratteristiche della cultura giapponese come dentro a un tunnel immerso nella foresta, in cui tutto assume una colorazione arancione per via della luce solare.
Il lungo sentiero di oltre quattro chilometri sale fino alla cima del Monte Inari donando alla passeggiata un senso unione con la natura circostante. A momenti sembra di essere stati catturati in una spirale e più si avanza più sembra di essere sempre allo stesso punto.
I torii in alcuni punti si interrompono e lasciano apparire uno spiazzo in cui piccoli chioschi mettono in vendita oggetti per le offerte e per le richieste dei fedeli agli dei.  C’è anche chi si sofferma a pregare di fronte alla pietra della fortuna, la fortune teller stone.

Anche se il motivo principale per cui ci si reca al Fushimi sono appunto i numerosi e affascinanti torii,  anche gli edifici del santuario stesso valgono una visita, cos’ì come le statue di volpi considerate i messaggeri di Inari, raffigurate  con una chiave in bocca (la chiave delle scorte del riso). 
All’ingresso del santuario è sito il Romon Gate, che fu donato al santuario nel 1589 dal celebre Totoyomi Hideyoshi. 
Al di là del Romon Gate si trova l’edificio principale del santuario (Honden) e altri edifici ausiliari.
Superati tutti questi edifici, quasi “dietro” al santuario, si trova il punto in cui partono i tunnel.
Tutti i torii che compongono questi tunnel sono stati donati o da persone oppure da compagnie, e il nome del donatore e il giorno in cui la donazione è avvenuta si trovano iscritti sul retro di ogni torii.

La passeggiata ‘meditativa’ fino al cima della montagna richiede circa 3 ore con varie interruzioni in cui sono presenti dei piccoli santuari dove potete scorgere dei torii rossi in miniatura.
Lungo la strada ci sono anche alcuni ristoranti, alcuni cucinano l‘aburage (tofu fritto) famoso per essere il cibo favori delle volpi (la volpe in Giappone è una creatura sacra e misteriosa, capace di penetrare e di possedere gli esseri umani).

Il fascino del santuario è costituito dal suo colore, rosso fuoco, simbolo di pace e di buon raccolto, e dalla sua struttura,  con oltre 10mila torii e 20mila otsuke (le cosiddette pietre votive).


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