I giardini giapponesi sono nati sulla grande isola centrale del Giappone; l’isola di Honshu, caratterizzata da aspre cime vulcaniche, valli strette e ruscelli impetuosi, cascate, laghi e spiagge pietrose; aspetti del paesaggio che hanno influenzato lo stile dei giardini. Inoltre sono stati influenzati anche dalla ricca varietà di fiori e diverse specie di alberi, sempreverdi in particolare, e dalle quattro stagioni ben distinte in Giappone: estati calde e umide e inverni nevosi.
I giardini giapponesi hanno le loro radici nella religione dello shintoismo giapponese, con la storia della creazione di otto isole perfette, e degli Shinchi, i laghi degli dei. Preistorici santuari shintoisti per i kami, gli dei e gli spiriti, si trovano sulle spiagge e nelle foreste in tutta l’isola. A volte hanno preso l’insolita forma di rocce o alberi, che sono stati contrassegnati con corde di fibra di riso, e circondati da pietre o ciottoli bianchi, simbolo di purezza. Il cortile di ghiaia bianca è diventato un tratto distintivo dei santuari shintoisti, palazzi imperiali, templi buddisti e giardini zen. I giardini giapponesi sono stati anche fortemente influenzati dalla filosofia cinese del buddhismo, il buddismo e induismo, importato dalla Cina nel 552 d.C. circa. In passato tutti i giardini di origine nobiliare, come anche quelli degli Imperatori, furono progettati tanto per il piacere estetico quanto per la ricreazione; i templi buddisti si circondarono anch’essi di giardini in stile giapponese,notevolmente adatti per la meditazione e contemplazione.
Sin dai tempi più antichi il giardino rappresenta il centro dell’ intera casa, dove si svolgono contemporaneamente due ruoli:
il primo è lo status simbol che assume (basti anche pensare agli immensi giardini delle case nobiliari o dei grandi templi);
in secondo luogo svolge ruoli simbolici con funzioni decorative ed evocative allo stesso tempo, consentendo così all’essere umano di entrare in contatto con la natura, provando così un profondo senso di armonia e pace interiore,  grazie alla preparazione, nonché contemplazione del giardino giapponese.

Esistono diverse tipologie di giardini giapponesi, tra i quali sono degni di nota:
Tsubo-Niwa, giardini di piccole dimensioni situati nel cortile;
Roji, deliziosi giardini rustici dove si svolge il rituale del tè giapponese;
Karesansui, giardini di roccia, luoghi di meditazione, dove la sabbia bianca sostituisce l’acqua;
Kaiyu-shiki-teien, dove il visitatore può seguire un percorso intorno ad esso per vedere paesaggi accuratamente composti;
Indipendentemente dagli stili, tutti i giardini giapponesi sono accomunati da alcuni elementi particolari che riconducono tutti allo stesso risultato: l’armonia.
L’ intero spazio è progettato in maniera tale da estendere l’orizzonte visivo dell’ osservatore, cosicché da dare l’idea e la percezione dello spazio immenso persino ad un giardino piccolo, il quale potrà sembrare un bosco o anche un grande radura.
Ogni minimo elemento, anche quello apparentemente più insignificante, ha lo scopo di ricreare il senso d’equilibrio regalato dalla natura con i suoi principali elementi, come gli alberi,l’acqua e le rocce.
Sono infatti proprio questi i tre elementi indispensabili in un giardino giapponese, ognuno con un significato bene preciso:
– il verde degli alberi deve essere equilibrato, non eccessivo, non poco, deve colorare l’atmosfera tutto l’anno, con le sue diverse tonalità, regalando solamente in primavera alcune leggere fioriture, come la camelia, il rododendro, il cornus kausa e l’ azalea;
– l’acqua invece, è simbolo di vita e deve scorrere, proprio come il sorgere e il tramontare del Sole,da est ad ovest;
– le rocce, con la loro forma rotonda e levigata, creano un’ atmosfera di pace e serenità interiore.
La posizione non deve essere assolutamente casuale, in quanto deve sembrare che sia lì da sempre.

Ricapitolando ecco quindi quali sono i principali cardini di un giardino giapponese:
acqua, sia ferma che in movimento;
piante verdi (hosta, felci o altre ancora);
muschio;
bamboo;
azalea ed rododendro
rocce, possibilmente di grandi dimensioni;
pergode (particolari lanterne della cultura giapponese);
ponticello;
– una piccola statua di Buddha.
Le felci prediligono gli spazi ombreggiati,esattamente come anche l’ hosta, disponibile in diverse dimensioni (anche in vaso) e con le foglie bianco verde o tutte verdi.
Il bamboo è un tipo di pianta ideale per dare movimento e vita al giardino.
Immancabile è anche l’ acero giapponese che, con le sue tonalità rosso scuro conferisce un certo tono al giardino.
Particolare è anche l’albero giungo, molto più noto come “albero di noce” giapponese.
È importante anche il pavimento: generalmente non si usa un prato di erba, ma un “prato” realizzato in muschio che va costantemente ed attentamente annaffiato; se piove è inoltre possibile ascoltare il “canto” del muschio.
Un’ altra particolarità del pavimento è l’ andamento della superficie stessa: quest’ultima infatti non è mai perfettamente rettilinea  ma leggermente ondulata con minuscole, leggere e graziose collinette.


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