Friburgo è una città veramente speciale, in quanto la sua politica architettonica ed urbanistica è sicuramente all’avanguardia per quel che riguarda il coinvolgimento della cittadinanza nei cambiamenti territoriali, per l’importanza assegnata al verde pubblico, nonché per lo sfruttamento dell’energia solare.
I tetti della città sono spesso tappezzati da moduli fotovoltaici, stadio compreso, per un totale di energia prodotta pari a 10.000 kW, mentre molte abitazioni utilizzano pompe di calore geotermiche per il riscaldamento ed il raffrescamento.

Il quartiere Vauban sorge a Sud della città su un ex-insediamento militare, di proprietà del governo francese, acquistato nel 1992 dal Comune.
L’area, collocata nella periferia di Friburgo, si estende per 42 ettari ed è circondata da un paesaggio misto formato da zone urbanizzate a bassa densità.
Vauban è servito da una stazione ferroviaria di livello regionale e da una tramvia che lo connette, in un quarto d’ora, al centro della città.
Nella ex-proprietà militare sono presenti alcune caserme, quattro delle quali vengono riqualificate mentre per le altre si prevede la demolizione, un viale principale, che nel masterplan diventa l’asse di quartiere (la Vaubanallee), numerosi alberi monumentali, che vengono mappati e salvaguardati nel progetto di sviluppo.

Il Piano elaborato dall’équipe vincitrice, Kohlhoff & Kohlhoff di Stoccarda, viene discusso ancora dai cittadini e dai futuri investitori.
Al gruppo in questione appartengono diverse figure: gli aspiranti abitanti costituiti in Baugruppen (gruppi di co-housing), gli acquirenti di lotti singoli intenzionati a realizzare in proprio progetto e abitazione (di solito architetti), le imprese private che acquistano più lotti per realizzare abitazioni per il mercato.
Poi ci sono le iniziative di auto-gestione, come nel caso del progetto S.U.S.I., che destina agli studenti e alla famiglie a basso reddito le caserme ristrutturate e adattate agli standard di risparmio energetico previsti per le nuove costruzioni.
L’insieme di queste opzioni si iscrive nel masterplan “definitivo”; un piano a dimensione di pedone (il 35% degli abitanti non userà l’automobile) caratterizzato da un tessuto compatto e da usi misti. Tra questi attività commerciali, un centro collettivo, una scuola elementare, quattro asili nido.
L’impianto viario è a “griglia discontinua” con numerose strade a “U” che convergono sul viale principale.
La discontinuità consente di interrompere la viabilità carrabile, di ridurre gli spazi di circolazione dedicati alle automobili e la velocità di percorrenza, creando isole residenziali car free. Al limitare dell’insediamento è stato realizzato l’unico garage multipiano per i guidatori renitenti.

Tra gli spazi pubblici più importanti si possono considerare:
il viale principale (Vaubanallee) dove scorre il tram e si concentrano le attività;
la piazza delimitata da una delle quattro caserme riqualificate, che ospita al piano terra un ristorante molto frequentato e un centro culturale (Alfred Döblin platz);
– la “fascia verde” che interseca la Vaubanallee, connettendo le parti opposte del quartiere, dedicata al passaggio delle brezza proveniente dalla Foresta Nera e auto costruita dagli abitanti;
– il “margine verde” costituito da un filare di alberi, un ruscello, una passeggiata, una pista ciclabile, un insieme di micro-fattorie dedicate a capre e cavalli, un kindergarten con uno spazio per l’auto-costruzione riservato ai bambini. L’area ospita diversi biotopi.
Non meno importanti sono i percorsi pedonali, che si diramano all’interno del quartiere, e le strade secondarie dove la presenza saltuaria o l’assenza di macchine lascia ampio spazio alla creatività del gioco dei bambini e dei ragazzi, dando luogo a “micro-paesaggi” in continua evoluzione.

Gli alberi monumentali punteggiano l’abitato ed evocano la bellezza della natura, anche nel lungo periodo invernale.
A partire dalla primavera il quartiere cambia fisionomia: il costruito diventa il backstage della scenografia urbana.
Rampicanti, alberi e siepi si infittiscono, si alzano, si ispessiscono integrandosi o coprendo le superfici verticali degli edifici; irrompendo nelle corti, nei giardini, nello spazio pubblico.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *