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Equilibrio e armonia tra la natura e l’uomo. Su questo concetto si basa l’architettura organica che trova in Frank Lloyd Wright il suo esponente principale.
L’architettura organica sviluppa un sistema tra ambiente costruito e ambiente naturale, rifiutando i formalismi e il semplice concetto estetico e superficiale dell’architettura razionalista, realizzando un unico armonioso organismo.

Punti guida dell’Architettura organica
Il maestro Wright per la realizzare le Prairie house, progetto apripista di architettura organica, definisce alcuni aspetti fondamentali delle nuova corrente architettonica:
-Creare un’armonia con l’ambiente esterno;
-la luce naturale e l’aria devono coesistere con il costruito e realizzare una unica unità architettonica;
-le stanze devono essere più aperte e l’ambiente più vivibile, eliminando il concetto di stanza chiusa;
-le finestre e le porte interne devono essere più proporzionali all’uomo;
-limitare l’utilizzo di più materiali ma al contrario utilizzare quello che si lega maggiormente con il contesto, per diventare un tutt’uno con la natura;
-inglobare gli impianti nella struttura dell’edificio;
-Studiare e rendere l’arredamento anch’esso parte dell’edificio così creando un’architettura organica.

Sicuramente Frank Lloyd Wright è stata la figura più importante di questo movimento architettonico, ma dobbiamo ricordare anche i suo successori che hanno arricchito i concetti dell’architettura organica, fino ad arrivare ai giorni d’oggi dove è ancor viva e attuale la ricerca dell’equilibrio con la natura.
Tra questi spicca Alvar Aalto architetto finlandese, che definì il concetto di architettura ‘a misura d’uomo’ tenendo in considerazione le reazioni emotive e psicologiche, riuscendo ad ‘umanizzare’ gli edifici e rendere più felici gli utenti, integrando le strutture con pareti ondulate e sinuose e usando l’asimmetria dando vita a configurazioni fluide, vitali e quindi organiche. Altro aspetto importante nelle sue opere è la luce naturale, che la utilizza come caposaldo per garantire il benessere psicofisico dell’individuo.

“La malattia determina una vulnerabilità fisica e una mancanza di resistenza che si sommano tra di loro. Nel mio lavoro mi sono trovato spesso di fronte a problemi del genere. Dapprima ho rilevato l’inadeguatezza dell’illuminazione usata comunemente negli ospedali (plafoniera di opalina) per l’effetto psichico negativo sul malato, difetto che perdura anche quando la luce viene abbassata al minimo. La disposizione del corpo luminoso, il classico punto centrale nel soffitto, doveva essere radicalmente mutata e l’illuminazione generale delle degenze pensata in relazione al malato in posizione supina”.(Fabio Mangone, Maria Luisa Scalvini, Alvar Aalto, in Gli architetti, Laterza, 1993)

Oggi giorno un notevole contributo e influenza sugli architetti organici è da ricondurre al filosofo Rudolf Steiner che vede tra i sui estimatori lo studio Herzog & de Meuron che nel 2002 scrissero una monografia significativa intitolata Natural History.
Possiamo concludere dicendo che l’architettura organica sia la ‘madre’ di tutte le architetture che si soffermano sul rapporto tra l’uomo, la tecnologia e la natura; tra queste ricordiamo l’architettura sostenibile, l’architettura bioclimatica e la bioarchitettura.